E’ racchiuso in un gesto

i gesti che esprimono

Vi racconto perchè ho deciso di fare questa follia: diventare fotografa: sì molti fotografi mi possono capire, quando parlo di follia.

La cosa che mi ha spinto tipo: buttati che è morbido!

 Una mia caratteristica che porto con me forse da sempre è la tendenza ad osservare particolari,attimi, vedere nelle situazioni quell’aspetto etereo che genera in me una specie di magia e ogni volta mi emoziona, si è così  sono un inguaribile emotiva.

 Nei gesti, nelle espressioni, io vedo delicatezza, forza, paura, e tanto altro,vedo poesia, l’apparnza non tiene conto di questi valori.

delicatezza e forza

Così mi trovo a fantasticare nelle situazione, a volte costruisco storie nella mia mente, immagino come se ci fosse un palcoscenico che prende vita

da “ Un semplice sfioramento di un viso che incontra una mano” .

Per esempio quell’immagine dilatata all’ennesima potenza non passerebbe più inosservata bensì l’emozione si diffonderebbe.

Queste immagini che creo nella mia mente nascono per il bisogno che abbiamo di cose buone, di cose belle.

Le circostanze spesso portano malumore, arrabbiature, delusione.

Io ho una mia personale teoria sul buonumore cioè quando le persone sono di buon umore è più difficile che compiano azioni dannose, poi il buonumore è contagioso,si diffonde.

Insomma quel giorno che mi son detta:- Farò la fotografa ho avuto un flash e me ne sono innamorata e sono andata incontro a rischi e pericoli.

Del resto i progetti folli sono sempre i più coraggiosi quelli che porti avantoi solo se ci credi davvero.

Ecco io sono nel cuore della battaglia ma resisto e se resisto è perchè ci credo.

Il ritratto fotografico come io l’intendo è qualcosa di completo per una persona.

 C’è la storia, l’identità, i desideri più profondi, le paure nascoste; il ritratto che creo dovrebbe essere considerato come una specie di radiografia, sì potete darmi anche della megalomane.

Studiare le persone per capire cosa può davvero essere prezioso per loro è per me una specie di necessità e portare il risultato desiderato poi, mi inebria al massimo.

Le immagini che iserisco in quest’articolo sono apparentemente molto diverse tra loro ma simili perchè entrambe sono l’espressione di un gesto.

A che punto mi trovo nella mia battaglia professionale? Ecco sto affinando le armi nulla deve rimanere al caso, un processo di continua crescita ogni giorno c’è qualcosa da imparare.

Studio costante e massimo impegno, per produrre qualcosa che sia quel tassello unico un arricchimento io lo chiamo valore aggiunto, in questo so essere invincibile.